Redazione · Editoriale · mer 23 set · 10:40
Il nome sopra la curva: sabato il PalaBigi riapre con Mike Mitchell

Sabato sera si riapre. Alle 20:30 l'UNA Hotels Reggio Emilia ospita la Dolomiti Energia Trentino nella prima giornata di campionato, e per qualche migliaio di persone la serata comincia molto prima della palla a due: dal parcheggio, dalla coda davanti ai cancelli di via Guasco, da quell'odore di palazzetto che d'estate non si sente mai.
Vale la pena fermarsi un attimo su dove andiamo a sederci. Perché quest'anno il PalaBigi ha una cosa in più: un nome scritto sopra la curva.
Cinquantotto anni in via Guasco
Il palazzetto è più vecchio di quasi tutti quelli che ci entrano dentro. I lavori partirono nel 1967, l'inaugurazione arrivò l'anno dopo, e il nome è quello di Giulio Bigi, che a Reggio era stato assessore allo sport.
Da allora è cambiato parecchio. All'inizio i posti erano circa cinquemila, poi le norme di sicurezza li hanno tagliati fino a tremila, e da lì si è ricominciato a risalire: tremilacinquecento nel 2012, circa quattromilaseicento dopo gli interventi del 2016. Non è un'arena moderna e non fa finta di esserlo. È stretto, è ripido, il pubblico sta addosso al campo. Sulla carta sarebbero difetti. In pratica sono il motivo per cui una partita al PalaBigi non la guardi: te la senti addosso.
Il Professore

Mike Mitchell a Reggio Emilia arrivò nel 1992, quando di anni ne aveva già trentasei e alle spalle una carriera intera: primo giro del draft NBA nel 1978, dieci stagioni fra Cleveland e San Antonio, una convocazione all'All-Star Game nel 1981. In Italia, prima di Reggio, aveva segnato a valanghe fra Brescia e Napoli.
Qui è rimasto sette stagioni, e lo chiamavano il Professore. Non era un soprannome affettuoso e basta: a quarantadue anni, nel 1997-98, si prese la classifica dei marcatori della Serie A1. Fece più punti di tutti in un campionato dove nessuno aveva la sua carta d'identità.
Ma quello che a Reggio si racconta ancora non sono i punti. È il modo. Un giocatore che in questa città ha trovato una seconda vita dopo anni difficili, e che con Reggio ha costruito un legame mai sciolto, nemmeno dopo aver smesso. Mitchell è morto nel giugno del 2011, a cinquantacinque anni.
Perché proprio la curva
La decisione è arrivata la primavera scorsa: il Comune di Reggio Emilia, la Fondazione per lo Sport e la Pallacanestro Reggiana hanno intitolato a lui il settore del tifo organizzato, che da allora si chiama Curva Mike Mitchell. La cerimonia si è tenuta il 21 maggio, nell'intervallo di gara 3 dei quarti di finale playoff contro Milano.
Alla base c'era una petizione firmata da tanti reggiani, e la scelta del settore non è stata casuale. Si poteva appendere una targa in un corridoio. Si è preferito il posto dove si sta in piedi per quaranta minuti.

Gianluca Basile, che da ragazzo ha giocato con Mitchell quando l'americano era ormai a fine carriera, ha raccontato di averlo vissuto come un'enciclopedia da cui imparare, e ha definito l'intitolazione un atto dovuto per quello che Mike ha dato alla città e al club.
Sabato quel nome sarà lassù per la prima di campionato. Non sposta un tiro e non cambia un rimbalzo. Però è esattamente il genere di cosa per cui vale la pena arrivare mezz'ora prima.
Come ci si arriva, in pratica
I biglietti per l'esordio in campionato sono in vendita da martedì 22 settembre: l'annuncio è arrivato dalla società sul sito ufficiale. Palla a due sabato 26 alle 20:30, PalaBigi, via Guasco.
A chi ci va per la prima volta si può dare un solo consiglio: entrate prima del riscaldamento. Il PalaBigi mezzo vuoto che si riempie, con le luci che si abbassano e la curva che parte, è metà dello spettacolo. L'altra metà comincia alle 20:30.
Da dove arrivano questi dati
Costruzione, intitolazione e capienza del PalaBigi: scheda dell'impianto su Wikipedia. L'intitolazione della curva e le parole di Gianluca Basile sono riprese da Stampa Reggiana e da Sportando. La carriera di Mitchell è ricostruita a partire da La Giornata Tipo.
Generato in parte con AI